----- Original Message -----
From: Pasquino Galatino
To: dino valente
Sent: Saturday, June 27, 2009 12:23 PM

Gentilissimi Professore ed Amici di Galatina.it,

gli interventi di Vito Tundo ed altri vanno nella direzione sperata, cioè un maggiore coinvolgimento dei Cittadini nella comprensione degli avvenimenti galatinesi. “Uno, nessuno e trentamila” nasce per lo scopo qui enunciato, e nessun altro.

Seguendo questa logica, rispondo brevemente all’amico Tundo: non ho proprio nulla di personale verso il Sindaco, ho criticato alla mia maniera la gestione della res publica, cercando di far riflettere sorridendo. Se al posto dell’attuale Primo Cittadino ci fosse stato un Tizio qualsiasi, avrei fatto le stesse osservazioni. Per nostra fortuna, contrariamente a quanto affermano Travaglio, Di Pietro & C., siamo ancora in democrazia e la satira è consentita persino ad un fantasma come Pasquino Galatino. E, continuando nel gioco, questo fantasma vorrebbe pur parlare di politica locale, ma manca la materia prima: si può disquisire del nulla?

È anche vero che Pasquino Galatino è un acrobata della parola, un equilibrista circense della frase ad effetto, ma c’è un limite alla fantasia. Forse potremmo affermare, scomodando la critica d’arte, che nel Palazzo di via Umberto I° stiamo ammirando un capolavoro della tecnica pittorica del trompe l’oeil: puro effetto ottico, sembra di vedere una coalizione dove non c’è che un muro dipinto. Signori, abbiamo i nuovi Michelangelo della politica e non ce ne rendiamo conto! Chiudo col dire che a Galatina ormai da tre anni la situazione è grave, ma non seria.

Professore, solo per una volta e col Suo consenso faccio uso privato del mezzo pubblico, ma se ne capirà il motivo. Prima che qualche furbetto ne approfitti, rendo noto che persona di fiducia ha depositato nome e contrassegno di una (al momento solo ipotetica) “Lista Pasquino Galatino”. Non si vuole davvero iniziare un percorso politico: il gesto, contrario al mio habitus mentale, si rende necessario solo e semplicemente per impedire che qualcuno possa sfruttare questo nome per interessi di bottega.

Grazie della Vostra attenzione, davvero non meritata.

PG



Gentile Pasquino,
Ella ricorderà certamente che  il soffitto della sala del Sindaco a Palazzo Orsini è abbellito da un affresco di Agesilao Flora, eseguito nel 1893, rappresentante "La libertà dei Comuni". Sarebbe bello che chi frequenta quel luogo qualche volta alzasse gli occhi  e si lasciasse trasportare dalla bella figura alata che guida verso il cielo delle virtù una schiera di umani (i comuni). Purtroppo non accade e non è accaduto spesso negli ultimi trent'anni. Manca la materia prima, appunto!  
La democrazia consente di combattere l'avversario senza spargimento di sangue ma si tratta sempre di andare alla guerra per la conquista del potere. Una volta occupato il Palazzo non c'è nessuno (e sottolineo nessuno!) che sia pronto a lasciarlo quando non ha più il consenso.  
"E' meju cumannari ca futtiri"
, affermano, con un'espressione greve ma efficace, i siciliani. C'è chi riesce a fare una cosa e l'altra ma è un'eccezione ed è meglio lasciar perdere di questi tempi.
Non credo ai missionari della politica, anzi diffido di coloro che dicono di volersi sacrificare per gli altri. L'uomo è sempre alla ricerca della propria gratificazione, innanzi tutto.  Se questa gli viene dal consenso sociale o politico sempre di gratificazione si tratta.

Perché le scrivo queste cose apparentemente fuori tema? Solo per tentare di dare una spiegazione a quel trompe d'oleil di cui Ella scive. E' arrivato il momento di abbattere quel muro eretto all'ingresso di Palazzo Orsini e gridare, senza mezzi termini, che dietro c'è un re che è nudo. Quel "re" è  bene che ritorni sulla strada a riconquistarsi, con un'altra squadra, quel consenso che, a dispetto di tutto e di tutti, i galatinesi mostrano di volergli ancora dare (voto per le provinciali docet).
Ha fatto bene a registrare il marchio, egregio Pasquino. Sono certo, comunque, che lo abbia fatto senza dimenticare che "pulvis es et in pulverem reverteris".
La saluto confermandoLe che Ella merita tutto ciò che ha. (d.v.)